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  • Admin_Chambra

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Occitania e lingua occitana - info

La lingua occitana: è una lingua neolatina, centrale rispetto all'area di diffusione di tutte le lingue derivate dal latino: l'occitano, rispetto al francese moderno, è molto più simile alla lingua di Roma. La popolazione della Francia meridionale, allora nota come Gallia Narbonensis, era tra quelle romanizzate per prime, già in epoca repubblicana, a partire dal II secolo avanti Cristo. Nell'ambito delle lingue derivate dal latino, dette anche lingue romanze, l'occitano appartiene al sottogruppo delle lingue galloromanze, che include anche il francese, il francoprovenzale e il catalano.

Su 15,6 milioni di residenti nella Grande Occitania, la comunità linguistica che parla occitano conta oggi circa due milioni di persone a cui si aggiungono circa 7 milioni in grado di comprenderlo, nonostante che l'occitano, come tutte le lingue, si differenzi in varianti regionali che sono il guascone (gascon) a sud-ovest, il linguadociano (lengadocian) a centro-sud, il provenzale (provençau) a sud-est, il limosino (lemosin) a nord-ovest, l'alverniate (auvernhat) al centro-nord e il vivaro-alpino (vivaroaupenc) o occitano alpino a nord-est. Di quest'ultimo gruppo fanno parte le parlate delle valli alpine piemontesi, cui spesso i parlanti si riferiscono più semplicemente come «lenga nòstra», o «parlar a nòstra mòda ». Perché l'occitano è una lingua e non uno dei tanti dialetti? Fa la differenza la secolare tradizione letteraria scritta della lingua d'oc.

Occitania: è il territorio in cui si parla la lingua d'oc. La sua estensione è delimitata a Nord da una linea ideale che unisce Bordeaux a Briançon e passa sensibilmente sopra Limoges, Clermont-Ferrand e Valence. Questa linea, che ignora le frontiere statali, attraversa le Alpi e abbraccia una dozzina di valli sul versante italiano, si allunga sulla costa mediterranea da Mentone sino alla Catalogna. Correndo sui Pirenei, entra appena nello stato spagnolo con la Val d'Aran, tocca i Paesi Baschi e si tuffa nell'Oceano Atlantico. Si deve considerare di lingua d'oc anche il comune di Guardia Piemontese in provincia di Cosenza.
Superficie: circa 196.000 kmq.
Popolazione: circa 12 milioni ab. (nello stato francese circa 191mila kmq e 11.700.000 ab.; nello stato italiano circa 4.300 kmq e 200.000 ab.; nello stato spagnolo 450 kmq e 10.000 ab., nel principato di Monaco 1,5 kmq e 30.000 ab.)

Il nome: quando Dante tentò la prima classificazione delle parlate romanze, prese a base della ripartizione la particella sempre diversa che, nelle varie lingue, serviva per l'affermazione. Teorizzò pertanto tre idiomi: la lingua d'oc, la lingua d'oïl (il francese), la lingua del sí (l'italiano). La lingua d'oc venne definita cosí perché derivava la propria particella affermativa dal latino hoc est (questo è), il francese la derivava invece da illud est (quello è) e l'italiano da sic est (cosí è). Per designare l'insieme delle regioni nelle quali si parlava la lingua d'oc, venne coniato il termine Occitania (apparso per la prima volta nel 1290), dove la radice oc era modellata sul parlare dell'Aquitania. L'amministrazione reale francese, a partire dal XIV secolo, prese a chiamare con un attributo derivato da questo nome i feudi meridionali appena conquistati e che sentiva diversi (patria linguae occitanae). Il nome cadde però in disuso e ricomparve all'inizio del XIX secolo con due scrittori. Diviene termine di uso comune nel XX secolo in Francia e alla fine degli anni '60 in Italia con la prima presa di coscienza dell'appartenenza linguistica che porta a denominare Valli Occitane il territorio interessato. Prima di questo periodo la popolazione di lingua d'oc in Italia, non conoscendo il nome della propria lingua, la definiva "patois, a nosto modo, ciapui-ciabal, a nosto maniero ...".